Come non dovrebbe essere un logo?
Quando si apre un’attività o si vuole mettere sul mercato un nuovo prodotto, uno dei primi passaggi da compiere, dopo la scelta del nome, è quello della creazione del logo.
Questo step è fondamentale, perché può determinare addirittura il successo o meno della stessa iniziativa imprenditoriale.
La prima cosa che deve fare un logo è certamente quella di identificare e trasmettere l’azienda, attività e prospettive (un’azienda di computer non può avere un font retrò).
E’ poi importante che il logo sia:
- scalabile
- coerente
- facilmente leggibile da tutti
- unico
Cosa significa logo vettoriale?
Formati di immagine comuni come Gif, Jpeg, Bmp e Tiff sono tutti formati bitmap.
La grafica bitmap è creata attraverso mappe nelle quali sono memorizzati i singoli elementi (bit) che compongono l’immagine stessa. Un classico esempio di immagini bitmap, sono le foto digitali, composte da punti noti come pixel.
Il difetto di questo tipo di grafica è che se si ingrandisce troppo, “sgrana”, come di dice comunemente, ovvero mostra i singoli pixel.
I file di grafica vettoriale, invece, non sono fatti di punti o pixel, ma di formule matematiche che delineano le forme. Possono quindi essere ingranditi o ridotti, a qualsiasi dimensione, passando dalla matita al manifesto per ricoprire un intero palazzo, senza perdita di dettaglio e nitidezza dell'immagine.
Un file di un’immagine vettoriale contiene le informazioni su grandezza, colore e posizione degli oggetti che la compongono, determinando quindi una notevole “leggerezza” in termini di Kb dei files.
Il logo e la scelta del font
Il font in un logo ha un grande valore, in quanto può costituire anche l’immagine del logo stesso (pensa a Coca Cola).
Nella scelta del font è sempre bene tenere a mente la regola della coerenza grafica: rispetto al tipo di attività che si deve brandizzare, rispetto al segno grafico che si vuole associare al logo e rispetto all’adozione di più font all’interno dello stesso marchio.
Unicità del logo
Un logotipo si deve differenziare dagli altri.
Per cui forse può essere superfluo suggerire che non è bene che un logotipo contenga il baffo della Nike, ma può essere meno palese affermare che è bene non utilizzare simboli, linee sui cui non si hanno diritti riservati (ad esempio un’icona acquistata da un sito di immagini).
Sarebbe poi consigliabile non utilizzare foto: primo perché se acquistate in rete, probabilmente le userà anche un’altra azienda, se non addirittura un concorrente. Secondo perché le foto non sono vettoriali: e, per i motivi già spiegati sopra, perdono di qualità in base alle dimensioni, hanno scarso valore di branding (a meno che, ad esempio, Rana non decida di includere la foto del titolare nel suo logo ) e sono difficili da adattare a qualsiasi impiego.Piccole regole d’oro nella scelta di un buon logo
- Meglio non prediligere colori troppo chiari (che non si vedrebbero su un manifesto), sfumature, colori fluorescenti, tinte non disponibili in stampa
- Il logo deve essere visto e apprezzato, sia nella versione bianco e nero che in quella colori, sia sul gadget, che sulla carta intestata
- E’ bene mostrare il logo a un gruppo di persone con gusti diversi e chiedere opinioni, prima di farlo proprio
- Il logo deve piacere ai clienti, non solo al committente
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