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Giornali: carta e web. Come evolversi e reagire

Sempre meno appeal riscuotono le edizioni cartacee dei giornali, in difficoltà le edicole.
Le versioni digitali continuano invece a crescere, con margini di miglioramento, se si considera che ora contano solo l’11% delle versioni totali.

Nell’arco degli ultimi sette anni, le vendite medie giornaliere di quotidiani in Italia sono diminuite di oltre 1,6 milioni di copie (Fieg, rapporto sullo stato di salute del settore, relativo al periodo 2011-2013).

Ma è calato il numero di lettori?

I dati di lettura indicano una “crescita robusta” dei lettori fino all’ultimo ciclo di rilevazione del 2011: dai circa 19,5 milioni nel 2001 a oltre 24,9 milioni a fine 2011. Successivamente e’ pero’ iniziato un declino senza interruzioni che ha visto i lettori di quotidiani su carta ridimensionarsi a 20,6 milioni a fine 2013, con una flessione cumulata del 13,4% tra il 2011 e il 2013.
Per i quotidiani, soprattutto a partire dal 2007, e’ iniziato un declino della diffusione che si e’ andato ampliando, toccando punte molto elevate nel 2011 (-6,8%) e nel 2012 (-8,1%). Il calo sembra essersi attenuato nel 2013, ma restano le dimensioni considerevoli (-5,2%). Consola, ma solo per modo di dire, che questa evoluzione negativa non riguarda soltanto l’Italia: tra il 2008 e il 2012 la diffusione mondiale dei quotidiani e’ calata del 2,2%.

Sul web + 1 mln

Comunque, se i lettori di quotidiani su carta sono calati, quelli dei siti web delle stesse testate quotidiane hanno compiuto un balzo notevole salendo da 2,7 a 3,7 milioni, vale a dire un milione in piu’ di lettori sul web, con un incremento cumulato del 36,2%.
Per la stampa periodica, i dati di lettura Audipress indicano una certa costanza dei livelli di lettura fino alla meta’ del 2012. A partire da allora si e’ passati da 32,8 milioni di lettori dell’ultimo periodo ai 28,4 milioni del terzo ciclo di rilevazione del 2013, circa 4,4 milioni di lettori in meno con una flessione cumulata del 13,6%.
Nello stesso lasso di tempo i lettori dei siti web dei periodici sono saliti del 20,9%, un tasso di crescita considerato “sostenuto”, anche se di dimensioni piu’ contenute rispetto a quello fatto registrare dai quotidiani.

Qual’è il quotidiano più diffuso?

Il quotidiano più diffuso (dati rilevati a gennaio 2014) rimane il Corriere della Sera, che ad ottobre ha dichiarato di aver venduto poco meno di 320mila copie cartacee, che salgono a 401mila con gli abbonamenti ai vari formati digitali, a fronte di una diffusione di 444mila copie.
Al secondo posto c’è La Repubblica, scesa sotto le 300mila copie di carta vendute (296mila per l’esattezza), che però salgono a 354mila con i formati digitali (la diffusione totale è scesa a 382mila copie).
Tra i principali quotidiani il terzo per vendite cartacee rimane La Stampa con 183mila copie, che però si fa superare da Il Sole 24 ore contando anche le vendite digitali (216mila contro 256mila).

Come possono reagire i quotidiani

Certamente è evidente che la praticità di avere contenuti sempre aggiornati, ricercabili, condivisibili, navigabili da qualsiasi dispositivo connesso ad internet (pc desktop, mobile) siano caratteristiche molto interessanti per un lettore medio.
Le informazioni disponibili e la varietà di fonti sono oggi numerose e varie, sia per argomenti, che per qualità.
Digitalizzare la propria redazione, studiare delle forme di pagamento per contenuti ad hoc, implementare gli introiti pubblicitari sul canale digitale, dotarsi di strumenti di gestione contenuti semplici, ma efficaci, strumenti di posizionamento validi per gli spider di Google e per rientrare nelle liste di Google News, pensare ad una App, sono tutte idee da vagliare con la debita attenzione.

L’esperienza Neikos

Negli ultimi anni la Neikos ha messo il suo know how a servizio dell’editoria collaborando con diverse testate giornalistiche per lo studio e l’ottimizzazione dei loro strumenti e delle potenzialità.

Ottopagine 
Adriaeco
Vivere Senigallia
Tv7 
Sannio Press

 

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