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Idee di business online. Crowdfunding, Venture Capital e Business Angel. Forme di finanziamento a confronto

Un’idea innovativa, un potenziale nuovo business per poter essere sviluppato ha bisogno di un finanziamento e di un partner tecnologico in grado di affiancare l’imprenditore. Neikos, nella sua sua esperienza ventennale, ha contribuito a realizzare diversi portali e soluzioni verticali, applicazioni custom finalizzate alla vendita o alla comunicazione.

Finanziare un’idea oggi è possibile grazie ai canali di finanziamento standard quali banche, agevolazioni e contributi e altre forme che meritano di essere approfondite, visto il loro successo in Italia e all’estero. Le principali forme sono: il Crowdfunding, il Venture Capital e il Business Angel.

Abbiamo condotto questa ricerca per aiutare il lettore a capire le differenze tra le diverse forme di finanziamento.

 

CROWDFUNDING

Il crowdfunding è un processo collaborativo di raccolta fondi, attuato normalmente online, grazie al quale un gruppo di individui, contribuendo con piccoli ma preziosi sforzi, rende possibile il finanziamento dei progetti e/o iniziative di persone o organizzazioni. È una pratica di microfinanziamento dal basso che mobilita persone e risorse.

Il termine crowdfunding prende in considerazione tre fattori principali:

  • crowd o folla, i finanziatori. Essa, infatti, rappresenta una comunità di individui che, aggregandosi su piattaforme online, spontaneamente decide di contribuire finanziariamente ad un progetto o ad una iniziativa, supportando la sua realizzazione.
    La possibilità di rivolgere una open-call alla folla è una caratteristica che il Crowdfunding eredita dal Crowdsourcing, modello di business impiegato in molte realtà aziendali, che consente di affidare alla folla diverse fasi di commercializzazione e produzione di un determinato bene e/o servizio a coloro che hanno interesse di apportare valore alla proposta aziendale tramite le proprie competenze tecniche e commerciali. La differenza del crowdfunding con il crowdsourcing sta nel fatto che nel primo caso il supporto richiesto alla crowd è l’apporto di risorse finanziarie.
  • funding, raccolta fondi dal basso attraverso una moltitudine di soggetti che apporta risorse finanziarie di modeste entità.
  • piattaforme di Crowdfunding. Le applicazioni web che consentono di dialogare con la crowd per ottenere idee, raccogliere fondi ed adesioni.

 

PIATTAFORME DI FINANZIAMENTO COLLETTIVO

Le piattaforme di Crowdfunding sono piattaforme di finanziamento collettivo, ovvero siti web che facilitano l’incontro tra la domanda di finanziamenti da parte di chi promuove dei progetti e l’offerta di denaro da parte degli utenti.  Si possono distinguere in base alla scelta settoriale e alla loro vocazione territoriale.

In riferimento alla scelta settoriale, troviamo due tipologie di piattaforme:
– generaliste, raccolgono progetti di ogni area di interesse;
– verticali (o tematiche), specializzate in progetti di particolari settori. In Italia, ci sono esempi di piattaforme settoriali che spaziano dall’editoria al social lending.

Per quanto riguarda la vocazione territoriale, le piattaforme possono essere:
– nazionali, la piattaforma non ha una vocazione territoriale, non mira alla valorizzazione della comunità locale o comunque il fattore territoriale non costituisce un pilastro della vision della stessa;
– locali, accolgono progetti che producono effetti territoriali per una specifica regione o località.

Tra le più importanti a livello globale vi sono Kickstarter, IndieGoGo, RocketHub, Quirky, GoFundMe, CrowdTilt, Razoo, Crowdrise.
Attualmente le società più attive sono:
-Kapipal, fondata nel 2009, la quale si definisce come un sito per raccogliere soldi online. Piattaforma generalista che permette di finanziare qualsiasi progetto;
-Eppela, piattaforma reward-based fondata nel 2011 che permette di finanziare progetti innovativi nei campi di arte, tecnologia, cinema, design, musica, fumetto, innovazione sociale, scrittura, moda e no profit;
-Starteed, fondata a fine 2011, aiuta le persone a finanziare le proprie idee grazie al supporto finanziario e sociale della community di Starteed. La piattaforma integra la campagna di crowdfunding con tutte le fasi successive dello sviluppo e vendita del prodotto, offrendo la possibilità di vendere sul portale.
– De Revolutione, lanciata nel 2012, ospita sia campagne di crowdfunding che petizioni e raccolta firme per progetti e iniziative di interessi comuni.

 

 TIPOLOGIE DI FINANZIAMENTO COLLETTIVO:
  • Finanziamento collettivo per ricompensa (Reward Crowdfunding): la più diffusa in Italia e nel resto del mondo per numero di piattaforme e prevede per l’investitore una ricompensa commisurata con il contributo.  Il promotore lancia la campagna di raccolta fondi con l’obiettivo di realizzare un progetto di natura sociale, culturale, ambientale e imprenditoriale e i sostenitori contribuiscono alla sua realizzazione economicamente in cambio di una ricompensa. Questo modello ha portato all’adozione del pre-selling ovvero la scelta del promotore di rivolgersi alle folle per ottenere il supporto finanziario necessario alla progettazione e produzione di un nuovo bene o servizio, offrendo come ricompensa il prodotto stesso, ad un prezzo inferiore rispetto al futuro prezzo di lancio. Le piattaforme offrono due o più scelte di contributo ordinate per entità e associate ad una ricompensa. Generalmente, seguono due schemi: Keep-it-all (tieni tutto) oppure All-or-nothing (tutto o niente):

All-or-nothing: prevede che solo al raggiungimento dell’obiettivo di raccolta che si è prefissato il progettista, i fondi donati vengano a lui trasferiti e la relativa success fee (percentuale) venga corrisposta alla piattaforma.

Lo schema Keep-it-all, invece, è quella formula che prevede l’effettivo incasso di quanto raccolto dal progettista anche qualora l’obiettivo economico stabilito non venga raggiunto; in questo caso, la percentuale corrisposta alla piattaforma è maggiore rispetto al caso all-or-nothing.

  • Finanziamento collettivo per donazione (Donation Crowdfunding): il promotore lancia la campagna di raccolta fondi con la finalità di realizzare un progetto di natura sociale, culturale e ambientale e i sostenitori contribuiscono alla sua realizzazione donando per una causa in cui credono. Tale modello è maggiormente utilizzato da enti ed organizzazioni.
  • Finanziamento collettivo civico (Civic Crowdfunding): impiegato da soggetti istituzionali (comuni, enti provinciali e municipalità) per finanziare opere pubbliche e attività di restauro del tessuto urbano;
  • Finanziamento sotto forma di capitale di rischio (Equity Crowdfunding): consente a società non quotate di raccogliere risorse finanziarie dal pubblico a fronte di quote azionarie. L’imprenditore lancia la raccolta di finanziamento del progetto sulla piattaforma online e fissa il traguardo monetario da raggiungere per attuarlo. Il sostenitore investe i suoi risparmi nel progetto diventando socio dell’azienda e ottenendo eventuali dividendi e capital gain. Questa formula è considerata la più adatta alle start-up e PMI innovative che si rivolgono al mercato per ottenere i capitali necessari all’avvio dell’attività imprenditoriale.
  • Finanziamento collettivo per prestito (Lending Crowdfunding): persone fisiche e giuridiche possono decidere di prestarsi fondi reciprocamente, ad un tasso di interesse, più o meno alto, con il fine di realizzare un progetto. Questa forma di finanziamento ha portato alla nascita del Peer to Peer Lending (o P2P Lending), il quale si tratta di un modello che consente ai risparmiatori di donare le loro risorse monetarie a imprenditori, in sostituzione dei metodi tradizionali come le banche.
  • Modelli ibridi di finanziamento collettivo: modelli ibridi di ricompensa e donazione.

I dati dimostrano che nel 2014 i modelli più utilizzati di crowdfunding sono stati i seguenti:

  1. lending-based conferma il suo primato con 11,08 miliardi di dollari raccolti (pari al 68,4% della raccolta totale);
  2. donation-based con 1,94 miliardi di dollari;
  3. reward-based con 1,33 miliardi (di cui il 92% solo negli Stati Uniti, dove risiedono le maggiori piattaforme come Kickstarter, Indiegogo e GoFundMe);
  4. equity-based con 1,11 miliardi (di cui 787 milioni di dollari solo in Nord America e 177 milioni in Europa).

 

KICKSTARTER

Sito web di finanziamento collettivo statunitense per progetti creativi, lanciato nel 2009 da Perry Chen, Yancey Strickler e Charles Adler. Tramite questo modello reward-based, sono stati finanziati diversi tipi di imprese, tra cui film indipendenti, videogiochi, musica, spettacoli teatrali, fumetti, giornalismo e imprese legate all’alimentazione.

La peculiarità di Kickstarter è l’impossibilità per i sostenitori di ricevere direttamente denaro: in caso di supporto al progetto, si possono ottenere ricompense di vario genere come: una lettera personale di ringraziamento, gadget personalizzati, il primo collaudo di un nuovo prodotto, magliette personalizzate, etc.

Come funziona?

  • presentazione con l’ausilio di immagini, video, che dimostra la finalità e le caratteristiche del progetto;
  • facilita la raccolta di risorse monetarie dal pubblico generico;
  • i creatori del progetto stabiliscono una data di scadenza e un minimo di fondi da raggiungere;
  • se il minimo non viene raggiunto, i fondi non sono raccolti (provision point mechanism);
  • il denaro dei donatori è raccolto tramite Amazon Payments;
  • un progetto può essere finanziato da qualunque parte del mondo, ma può essere aperto solo da persone residenti in Italia o Stati Uniti e che detengono un regolare indirizzo, conto bancario, documento d’identità, carta di credito di quel paese.
  • Kickstarter guadagna il 5% dei fondi raccolti e Amazon addebita un ulteriore 3%-5% del totale
  • Kickstarter non reclama alcun diritto di proprietà sul progetto
  • I progetti e i contenuti caricati non possono essere modificati o rimossi dal sito;


Dati Kickstarter

  • 2010: 3.910 progetti riusciti e 27.638.318 dollari impegnati;
  • 2011: 11.836 progetti riusciti e 99.344.381 dollari impegnati;
  • agosto 2012: progetti lanciati 68.224 (di cui 3.772 in corso): 44% di successo. I progetti completati hanno raccolto 275 milioni di dollari.
  • 2015: 2 miliardi di dollari investiti da 9 milioni e mezzo di persone in tutto il mondo.

Categorie
Gli autori assegnano i propri progetti a una delle tredici categorie e trentasei sotto-categorie Le categorie sono: Alimentazione, Arte, Danza, Design, Film e Video, Fotografia, Fumetti, Giochi, Moda, Musica, Pubblicazione, Teatro e Tecnologia.

Linee guida
Per essere in linea con lo scopo di finanziamento per i progetti creativi, Kickstarter ha individuato tre linee guida che tutti gli autori dei progetti devono seguire:

  1. gli autori possono solo finanziare i progetti;
  2. i progetti devono colpire una delle tredici categorie creative del sito;
  3. i creatori devono evitare gli usi proibiti del sito, tra cui la beneficenza e le campagne di sensibilizzazione.

www.kickstarter.com

 

PRODUZIONI DAL BASSO

Produzioni dal Basso è la prima piattaforma di crowdfunding nata in Italia nel 2005. Con la sua semplicità e trasparenza, offre uno spazio a tutti coloro che vogliono proporre il proprio progetto. Il modello è reward/donation e raccoglie progetti di ogni area di interesse (generalista). Oltre alla possibilità di visionare tutti i progetti, Produzioni dal Basso presenta i Network, servizio esclusivo dedicato ad associazioni, aziende, enti pubblici e a tutte le comunità che vogliono selezionare in modo unico e personalizzato i progetti di crowdfunding.

www.produzionidalbasso.com

VENTURE CAPITAL

Il Venture Capital, o fondo di Venture Capital, traducibile in capitale di ventura, è una forma d’investimento ad alto rischio. Si tratta di una forma di finanza alternativa a cui si rivolgono le startup. Le persone che fondano o gestiscono un fondo venture capital sono chiamati venture capitalist. Tale fondo può essere privato, pubblico o misto.

I Venture capitalist devono raccogliere capitali, rivolgendosi in prevalenza ai fondi istituzionali, come le fondazioni bancarie, gli enti previdenziali, enti pubblici territoriali, assicurazioni e banche.
Quando investono, acquisiscono quote della società e aiutano le startup anche a livello operativo, mettendo a disposizione competenze manageriali e tecniche oppure aspettano che l’attività cresce per fare la sua exit dell’investimento. Generalmente, i venture capitalist richiedono la presenza nel direttivo della società.

I tre aspetti che portano il venture capital all’investimento sono:

  1. team solido;
  2. mercato di riferimento ampio;
  3. prodotto/servizio che ha un potenziale vantaggio competitivo.

Il venture capital è generalmente costituito da Limited Partners, cioè gli investitori istituzionali più eventuali family office, holding, fondi sovrani, privati molto abbienti,che sono quelli che mettono i soldi, e dai General Partners che sono le persone fisiche che gestiscono il fondo stesso.

 

BUSINESS ANGEL

Il business angel, o investitore informale in capitale di rischio, è una persona fisica che si appassiona a una startup, la finanzia con risorse proprie e l’aiuta, portando, oltre al capitale, la propria esperienza, conoscenze e contatti.

  • qualsiasi persona che ne abbia i mezzi può diventare un business angel.
  • ex titolare di impresa, manager in attività che ha una rete di conoscenza, solida capacità gestionale ed ha il desiderio di acquisire una partecipazione in aziende con alto potenziale di sviluppo;
  • può assistere alla redazione e sviluppo del business plan, fungere da intermediario finanziario e accompagnare l’imprenditore nelle sue decisioni;
  • può organizzarsi in reti locali o B.A.N. (Business Angels Network) che consentono di avere un incontro più diretto con gli imprenditori alla ricerca di capitale e di competenze manageriali;
  • interviene in genere nella fase early stage (prime fasi di vita dell’impresa) e può investire da un minimo di 5-10 mila euro fino a 100-200 mila euro.
    Il finanziamento da parte del business angel prevede la cessione di quote della società.
  • Più business angels possono realizzare un finanziamento in gruppo (syndacation) al fine di distribuire il rischio, investendo ciascuno una piccola parte.

Possono essere soggetti promotori e attori del network locale sia le persone fisiche come i Business Angels, sia gli enti e le organizzazioni come le camere di commercio, le associazioni industriali, le banche, le aziende per il lavoro, gli studi di avvocati e commercialisti, etc.

 

Dati del Business Angel in Italia

anno 2014, dati stimati dall’IBAN: 46 milioni investiti per 135 operazioni (su un campione di 279 angel che hanno risposto alla survey). I settori che hanno beneficiato maggiormente dei finanziamenti sono l’ICT, seguito da Terziario avanzato e Commercio e Distribuzione, e questo ha permesso la creazione di oltre 180 nuovi posti di lavoro in neo-imprese, soprattutto nel Centro Nord.

 

 

E’ importante fare riferimento a diverse associazioni per trovare gli angels:

 

  • IBAN (Italian Business Angel Network): http://www.iban.it/it/attivita
    prima associazione nata in italia per diffondere la cultura dell’angel investing.
    Tale organizzazione, ha lo scopo di sviluppare e coordinare l’attività di investimento nel capitale di rischio in Italia e Europa da parte dei business angels, promuovere il loro riconoscimento e organizzazione in B.A.N. e incentivare l’incontro dei Business Angels, imprenditori e aziende.
  • IAG (Italian Angels for Growth): http://www.italianangels.net/
    uno dei più grandi network di business angels italiani, composto da 129 soci provenienti da posizioni di vertice del mondo imprenditoriale, finanziario, industriale e delle professioni.
    Gli investimenti dei business angel associati IAG avvengono prevalentemente in gruppo e raggiungono anche cifre elevate a partire da 250.000-1.000.000 di euro partecipando a round di finanziamento early stage in aziende digital, biomedicali, elettroniche e tecnologiche.
  • Club degli investitori di Torino: http://www.clubdeglinvestitori.it/en/
    nato nel 2008 e conta 100 membri. Realizza investimenti tra i 200 e 500 mila euro, in ogni genere di settore.
  • Custodi di Successo: http://custodidisuccesso.it/
    Sono orientati a investimenti in fase seed, in startup generaliste, non riferite a nicchie di mercato, con particolare attenzione al mondo della meccanica, ITC, Food, biotecnologie e sanità
  • Angel partner group: http://www.angelpartnergroup.com/
    associazione di professionisti, manager, imprenditori e corporate che credono nell’imprenditorialità e innovazione, quali motori della crescita economica.
  • Angel Network Digital Magics: http://www.digitalmagics.com
    incubatore di startup innovative e digitali che ha stabilito nel tempo relazioni con business angel, fondi di Venture Capital e Private Equity e gruppi industriali italiani e internazionali.

Il modello Digital Magics è unico in Italia e si basa su:
– un team che identifica, progetta, lancia e sviluppa le nuove iniziative, fornendo alle startup servizi di mentorship, strategici, amministrativi, tecnologici e comunicazione/marketing, oltre a un supporto di business management in grado di accelerare il processo di crescita dell’impresa;
-una stretta collaborazione con investitori privati, fondi istituzionali e aziende partner, che supportano a livello finanziario e industriale le startup.

Digital Magics progetta e sviluppa programmi di Open Innovation per supportare le aziende italiane nel loro processo di innovazione interna:

– servizi di informazione, consulenza strategica e formazione per il top management aziendale, finalizzati all’innovazione digitale;

– servizi di supporto agli investimenti delle imprese nel digitale, come analisi di scenario, scouting di talenti e tecnologie, supporto a programmi di corporate venture capital;

– servizi di indirizzo per la realizzazione di innovazioni di prodotto, processi e applicazioni tecnologiche innovative realizzate dalle startup.

  • Siamo Soci: https://siamosoci.com/
    Dal 2011 è protagonista del mondo delle startup in Italia, grazie a soluzioni che avvicinano i privati alle imprese innovative. La community di SiamoSoci conta oltre 15.000 utenti, di cui oltre 2.000 profilati come business angel e oltre 3500 che hanno accreditato una propria startup.
    SiamoSoci permette:
    – la consultazione delle descrizioni e navigazione tra le campagne dei progetti da parte dei business angel;
    – la visibilità delle campagne da parte delle startup allo scopo di trovare nuovi sostenitori;
    – la possibilità da parte delle startup di raccontare i piani di sviluppo dell’azienda e i servizi o prodotti al resto della community.
  • Club Digitale: http://clubdigitale.it/
    si propone di contribuire alla crescita del digitale in Italia, fornendo alle migliori startup sul territorio i capitali necessari allo sviluppo del business.

 

  • Waba Capital: http://wabacapital.com/
    lo scopo è creare un network solido di investitori con interesse verso l’innovazione e l’industria del made in Italy. Cinque le tipologie di innovazione ricercate (Realtà aumentata, 3D e Robotica, Nanotecnologia, Internet of Things e Big Data) e sei i settori di maggiore interesse (Consumer Goods, Healthcare & Wearable, Travel & Tourism, Food & Beverage, Fashion & Luxury, Media & Entertainment).

 

di Mara Mazzoli